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La fabbrica dell'arte

La "fabbrica" è un luogo dove si producono e si sperimentano idee, forme e modi nuovi di avvicinarsi all'arte  e dove l'arte, dunque, non viene "raccontata", ma fatta e vissuta direttamente, tornando ad essere materia, spazio, colore, luce, superficie, movimento.
Intendiamo usare il meno possibile le parole e armarci , invece, di pennelli, colori, scalpelli, creta, scatole di cartone per imparare a capire, concretamente, com'è fatta una statua, una colonna, per sperimentare un metodo semplice e divertente di "leggerla", di riprodurla, di inventarne un'altra.
La fabbrica, dunque, non fornisce soluzioni, "spiegazioni" di cose il cui significato, già stabilito in partenza, deve essere semplicemente acquisito. I ragazzi non saranno i semplici fruitori di verità  precostituite, ma i protagonisti di una ricerca che è una scoperta continua, un modo di porsi delle domande, di fare confronti, di trovare significati, di immaginare possibili scenari.
Un lavoro che si affida all'impegno e alla capacità di ciascuno di ottenere dei risultati, e che quindi non è mera esecuzione, stanca ripetizione, ma invenzione.
Questo tipo di approccio già sperimentato con successo per l'arte contemporanea si rivelerà ancora più divertente e stimolante per l'arte classica che assai più della prima è afflitta da un'aura di sacro rispetto che, paradossalmente, è proprio quella che le impedisce di comunicare. Siamo tutti talmente convinti e compresi del valore dell'importanza dell'arte classica che alla fine smettiamo di domandarci che senso abbia, cosa ha a che fare con noi, col nostro vivere quotidiano.
E allora come facciamo a darle di nuovo un senso a farla  rivivere, a far si che riesca di nuovo a stupirci, a intrigarci ?

 

Coloriamola

Proviamo a far rivivere l'arte classica, apparentemente morta, perchè 'rotta, frammentata, monocromatica e non più utilizzata 'rifacendola a colori'.

Dopo una serie di ricognizioni sul materiale a disposizione, cominciamo ad elaborarlo creandoci un repertorio di forme, di elementi che di comune accordo decideremo di chiamare in un certo modo; così per esempio ,l'acanto diventerà le foglie, le volute le spirali, le scanalature le strisce, il timpano un triangolo, il capitello la testa della colonna etc.

Questi elementi saranno i nostri moduli che, incastrandosi l'uno con l'altro come mattoni del lego, entreranno in relazione tra loro non solo dal punto di vista percettivo(accostamento di colore forme)ma anche da quello simbolico linguistico(la testa sta sopra il corpo come il capitello sopra la colonna).

Colorare non serve solo a rendere viva e divertente l'arte classica, ma anche a dare e riconoscere le forme.Colorare per esempio gli ovuli, i dentelli, i gocciolatoi, le modanature di un fregio, significa distinguere e nello stesso tempo metterle in relazione , creando un gioco di superfici e tridimensionalità

Altri risultati si possono ottenere colorando lostesso elemento su sfondi di colore diverso per sperimentare gli effetti dell'accostamento di colore (contrasto, fusione,timbricità, tonalità)

 

Ricostruendola con le scatole di cartone

Dopo aver costituito il nostro dizionario e repertorio di forme geometriche, con relativo vocabolario, ci aiuteremo con scatole di cartone su cui proietteremo, disegnando velocemente e schematicamente trabeazioni, capitelli,  sculture e parti di architettura.  Dipingere sulla scatola è per noi un modo di capire la distribuzione degli elementi, tenendo conto delle dimensioni, delle proporzioni, e del ruolo che essi hanno all'interno della composizione.Con le scatole non vogliamo riprodurre fedelmente l'originale, ma, piuttosto, capire le regole con le quali esso è stato costruito. La nostra scatola, dunque, potrà differire notevolmente dall'originale o non assomigliargli  affatto ed essere, comunque, legata a quelle stesse regole.

 

Inventandola

Tutte le scatole e pitture prodotte potranno essere utilizzate per inventare qualcosa di personale. Per fare questo ci serve uno schema geometrico dove inserire liberamente le parti dei materiali prodotti.
Le fonti da cui trarre questo schema possono essere riconosciute nelle geometrie del luogo. Dall'opus incertum  alla pianta della basilica Ulpia, fino ad arrivare alla pianta generale dei fori.
La facciata dei mercati, per esempio, può essere utilizzata come schema in cui inseriremo le nostre decorazioni colorate ispirate ai fregi classici, alle colonne o alle statue.

 

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