| Cos’è l’Arte Superficiale? |
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E’ una razionalizzazione dell’arte moderna (H.Matisse), in particolare di forme piatte e ben definite che vengono utilizzate per rappresentare qualsiasi forma estetica, costituendo un codice autonomo, che rispetta i criteri dell’arte come trasformazione dalle 3 alle 2 dimensioni. Utilizzata come metodo per l’interpretazione e l’insegnamento dell’arte e dell’architettura ai bambini, ai disabili psichici lievi, l’arte superficiale utilizza come criterio di lettura le sole proporzioni. Questa visione ‘superficiale’ si pone contro una visione feticista dell’arte che in genere ne impedisce la comprensione e la rielaborazione; da un punto di vista etico invece si contrappone all’animismo dell’arte e all’idolatria degli artisti. E' riconoscibile nei manufatti:
In realtà tutti gli oggetti possono essere rappresentati secondo vari livelli di astrazione, dall’iperrealismo al superficialismo, che è l’ultimo gradino dell’astrazione, dopodiché vi è l’astratto.
Qui sopra vocabolario di forme classiche superficializzate: dell’astrazione, dopodiché vi è l’astratto.
Questa serie di formelle di bronzo, rappresenta l'andamento della superficializzazione operata da Matisse, nel corso degli anni. Si nota chiaramente come dalla prima alla terza ci sia uno sviluppo lineare che tende al raddrizzamento delle linee e all'unione dei volumi, al contempo l'inclinazione, la mossa, l'atteggiamento, vengono persi in favore della semplicità. Nella quarta invece, abbiamo un dietro front in cui rispuntano i volumi originali che si erano persi. E' una maniera per trovare l'equilibrio nel figurativo....
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Si interpreta tramite:
Questi al alto non sono semplici pittogrammi. Infatti mentre il frontale e il laterale possono assomigliare a qualsiasi altro pittogramma del viso quello di 3/4 da l'idea del volume. Quindi si guadagna il volume, che è ciò che ci interessa di più della prospettiva.
Anche Picasso e Braque hanno provato a rappresentare la realtà senza prospettiva, non convenzionalmente, rappresentando da più parti lo stesso oggetto, evitando quindi un unico punto di fuga , come avviene quando si sta a teatro. Ma l’eccessiva libertà dei suoi lavori ha rotto con la storia dell’arte, tantevvero che il cubismo si ritrova nei futuristi per questo suo ‘caos’...e non per la sua razionalità!!!! La chitarra di Picasso…e la nostra ‘utile’ chitarra superficiale, lo spazioggetto che servirà per fare il quadro vediamo come il grande Picasso, già utilizzava il nostro metodo…copia e incolla!
Per quanto riguarda l’architettura Matisse aveva già intuito tutto ciò: difatti questo lavoro di carte ritagliate si chiama trabeazione. Ha un altro pregio quello di far rivivere l’arte classica ,apparentemente morta ,frammentata e rotta, rifacendola a colori! Questi sono gli spazioggetto di cui parlavamo precedentemente. Non possiamo applicare questo procedimento meccanicamente, siamo costretti una volta aperta la scatola a combinare le sue parti creativamente, che è molto importante.
Possono essere paragonabili a scatole o a pareti di scatole, possono essere riutilizzati in maniera creativa non solo come passatempo…..Una rana….una partita di rugby o una danza di festeggiamento…..Quasi ‘tutto’ è stato rielaborato e composto forse per farci marinare la scuola…
...oppure può essere utilizzato per dare spazio alla nostra creatività, per inventare una pittura , una scultura, poi quando saremo all’altezza ricostruiremo il corpo umano...questi giochi non erano mai violenti, forse sono più divertenti di quelli odierni. Il divertimento non è legato alla definizione delle immagini, ma alla velocità, ai colori, al senso...si può avere una chiave di lettura meno teorica quindi partendo da una partita a bubble bubble, che è proprio l’ideale per un bambino o per chi non ha molta simpatia dei libri...
Queste maschere dimostrano che il procedimento della scatola viene ancora utilizzato nell’artigianato del Guatemala. Le parti laterali di queste maschere non sono che pareti di scatole ,che disegnate sono simboli detti glifi. ![]() Non è esatto dire che Matisse non raggiunse il superficialismo, cioè la perdita della linea di contorno il rettangolo come proiezione del corpo umano. Difatto in questa maschera del 1951 sembra proprio smentirci, Il problema è che non dipinse mai la sua parte laterale cioè l’orecchio! Con la scatola abbiamo capito tante cose...anche di Matisse. Dopo la scatola?
La soluzione del problema sta nel dare volume non a segni convenzionali ma a personali, che ognuno utilizza come codice. Sarà quindi cercare di saper tradurre un segno calligrafico in un volume probabilmente senza passare dal concetto di superficie o costruzione per piani, rispettando le proporzioni. La maniera per costruire degli spazioggetto sintetici come quelli dei tappeti dell’America Latina, è in assoluto la maniera più complessa di pensare una forma. Non è infatti uno schema prestabilito, non è una scatola aperta né un simbolo privo di proporzioni o volume. Danno perfettamente il senso del volume. Analoghe forme sono quelle degli origami: realizzare oggetti piegando unicamente un foglio di carta. La bontà delle realizzazioni conosciute e della mia citazione si riferisce al fatto che la proiezione di questi oggetti è pur sempre la proiezione di una struttura e quindi di un volume. |



...ma ho appena affermato che Matisse non aveva intenzione di fare teorie superficiali.




















