Martedì 07 Settembre 2010
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Basadella PDF Stampa E-mail
Scritto da WEB Master   
Domenica 20 Settembre 2009 15:25

Afro Basaldella è nato ad Udine il 4 marzo 1912. Il suo ambiente familiare è quello artistico: il padre e lo zio, che lui comincia fin da bambino ad aiutare, sono degli stimati decoratori e i due fratelli Dino e Mirko diventeranno dei famosi scultori.

Dopo aver studiato nei licei artistici di Firenze e Venezia, inizia giovanissimo la sua attività artistica con una mostra personale alla Galleria del Milione di Milano nel 1932. Negli anni successivi esegue numerose opere di decorazione fra cui ricordiamo a Udine la decorazione per il Collegio O.N.B. (distrutta) e nella Casa Cavazzini.  Nel 1937,a Rodi, decora la villa del Profeta e il Grande Albergo delle Rose.  Nel 1936 espone alla Galleria della Cometa di Roma una serie di ritratti e di nature morte; la presentazione del catalogo è di Libero de Libero, a cui si deve pure il primo saggio monografico sull’artista.  

Recandosi a Parigi assieme al fratello Mirko, ha la rivelazione del cubismo che resterà fondamentale per l’ulteriore sviluppo della sua arte. 

Nel 1938 si trasferisce definitivamente a Roma dove, nel 1942, espone per la seconda volta in una mostra personale alla Galleria di Roma.       

Nell’immediato dopoguerra Afro, che pure aveva preso parte al movimento della Resistenza a Venezia, non aderisce al Fronte Nuovo delle Arti, forse perché lo riteneva troppo politicamente impegnato.

Espone invece a Roma in due personali alla Galleria dello Zodiaco e alla Galleria dell’Obelisco (1946- 1948). Nel 1949 incontra Catherine Viviano che apre la sua Galleria a New York  con una mosta di “cinque pittori italiani” (fra cui Afro), allestisce la sua prima personale alla Viviano Gallery nel ’50 e continuerà ad esporvi regolarmente fino al 1968. In occasione della mostra soggiorna a lungo negli Stati Uniti. Questi rapporti con l’America sono stati molto importanti per Afro che viene soprattutto colpito dalla pittura di Gorki e in seguito dell’”action painting” di Kline e De Kooning.  

Nel 1952 aderisce al gruppo degli Otto, con cui espone alla Biennale di Venezia. Nel 1955 partecipa alla mostra “The New Decade”, organizzata al Museum of Modern Art di New York. E’ invitato inoltre a far parte, come membro della giuria, del Pittsburg International. Nel 1956 con una sala personale alla Biennale vince il premio per il miglior pittore italiano.    

Nel 1957 – 58 accetta un incarico di insegnante come “artist in residence” presso il Mills College di Oakland (California) ed in questo periodo dipinge il grande quadro “Il giardino della speranza” per il palazzo dell’UNESCO a Parigi.

Si dedica inoltre all’attività di scenografo teatrale, eseguendo nel 1957 le scene e i costumi per il balletto “Ritratto di Don Chisciotte” di Milloss e Detrassi rappresentato al Teatro dell’Opera di Roma, e in seguito ha collaborato a scenografie per i teatri dell’opera di Monaco di Baviera, Colonia, Palermo e Lubiana. 

Dal 1958 in poi ha risieduto prevalentemente in Italia, pur facendo frequenti viaggi negli Stati Uniti fino al 1968. Nel 1969 allestisce un’importante mostra personale alla Kunstalle di Darmstadt presentando una retrospettiva di ben 200 opere. La mostra si trasferisce poi alla National Gallerie di Berlino ed infine, nel dicembre dello stesso anno, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.         

Nel 1971 viene colpito per la prima volta da una grave malattia e questo fatto, avvenuto poco dopo la morte del fratello Mirko, incide molto sul suo carattere. Diventa ancora più schivo e appartato e si astiene dal presentare al pubblico le sue opere.

Superatala malattia riprende a lavorare con grande slancio, tanto che nel 1973 espone un nutrito gruppo di opere alla Galleria Editalia di Roma e nel 1974 alla Galleria del Milione di Milano.         

Dal 1970 si è dedicato con assiduità alla grafica eseguendo delle importanti serie di incisioni, acqueforti e acquetinte per le edizioni 2RC. 

Colpito nuovamente dalla malattia, muore a Zurigo il 24 luglio 1976.

 
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