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L'OMBELICO DEL MONDO - il museo seleziona artisti per la seconda edizione

Per i prossimi mesi siamo allestendo la seconda edizione della mostra d’arte contemporanea “L’OMBELICO DEL MONDO” La prima mostra costituita da artisti emergenti provenienti da tutto il mondo, fu allestita nel 2004. Questa nuova edizione  verrà allestita presso le tre sale del museo d’Arte Contemporanea di Fonte Nuova in via 4 novembre 5, via Ada Negri 6, e via Nomentana 608 a Fonte Nuova, nei pressi di Roma, per un totale di esposizione di 310 mq, suddiviso in due sale da 75 mq e in una da 160 mq. Lo scopo della mostra è mettere in evidenza tramite la nostra storia di museo locale,  artisti emergenti e non, giovani  senza mercato o professionisti, distribuendoli nelle sedi appropriate.  Il tema della mostra è libero.   

Ci sarà a disposizione anche un catalogo delle opere esposte stampato in numero limitato dal Museo d’Arte Contemporanea. Data la complessità della Mostra assolutamente gratuita, abbiamo necessità di un cenno di riscontro da parte tua. Anche per l’allestimeto del catalogo preferiremmo fotografare noi stessi le opere in esposizione, piuttosto che pubblicare foto fornite dall’artista, come non ci dispiacerebbe redigere un profilo sintetico che abbia sintassi e forma omogenea per il catalogo.

Tutto ciò anche al fine di promuovere la nostra attività commerciale, e i nostri servizi per tutelare l’attività di ogni artista anche dopo l’eccezionale momento del vernissage.

 

L’ombelico del mondo” – precedente  edizione del 2004

Inaugurazione sabato 23 ottobre 2004, ore 18.30 in Via Machiavelli 20-22 a Fonte Nuova (Rm). Nell’ambito dei festeggiamenti per l’anniversario della nascita del Comune di Fonte Nuova, il Museo di Fonte Nuova ospita nelle proprie sale una mostra d’arte contemporanea di cui saranno protagonisti 13 artisti di diverse nazionalità, diretta e curata da Davide Tedeschini. Nella stessa giornata di sabato 23, nelle sale dell’Art Cafè in via IV Novembre  sarà allestita la mostra fotografica sull’Africa organizzata nell’ambito dei progetti interculturali che verranno presentati durante la serata. Scrive Davide Tedeschini: “Il titolo della mostra (L’ombelico del mondo) si riferisce a Fonte Nuova: in particolare al progetto di centro culturale multietnico presentato dall’associazione ArteSuperficiale al Comune di Fonte Nuova e alla Provincia di Roma. L’associazione, su dati forniti dall’Assessorato ai Servizi Sociali, ha effettuato studi per calcolare il numero degli stranieri sul territorio, che sono di circa 2600 unità su 26000, il più alto tasso di presenza straniera dei comuni limitrofi, Mentana e Monterotondo, che ne vantano rispettivamente ca. 1000 e 900. La mostra vuole solo evidenziare che è possibile la cooperazione internazionale per finalità pacifiche e che naturalmente persone di nazionalità diverse possono lavorare insieme per abbattere i muri delle proprie civiltà e creare la pace. Sono di particolare interesse le opere del ragazzo iracheno Wisam Pekandi con scritte arabe che riportano versi dei salmi cristiani. Le opere poi del siriano Imanwel Aldaoud (Siria) e degli artisti Uttam Karmaker (Bangladesh), Raissa Tabakova  (Bulgaria), Raja El Fani (Tunisia) di grandi dimensioni, si occupano della ricerca della pittura e scultura astratta utilizzabili come linguaggi universali, contrariamente alle lingue che tendono alla divisione tra i popoli. Sapore Pop assume l’opera dell’artista statunitense Danielle Villicana che indica il rifiuto per i luoghi comuni esistenti sul consumismo e sui danni provocati dal fumo come retorica della moralità. Finalità diverse sia nella tecnica che nel contenuto hanno le opere della polacca Isabel Von Piotrowsky: due ritratti eseguiti con tecnica tradizionale figurativa e realistica dell’Ambasciatore del Camerun e del Cardinale polacco Nicinski (opera che verrà accolta da un museo di Washington). Figurative con titolo religioso le opere di Rafael Dalej (Inghilterra) raffiguranti l’incoronazione di spine, San Giovanni Battista ed una Madonna senza riferimenti al periodo storico del Vangelo: immagine di una religiosità idiosincratica. Le opere di Elio Bajramaj, le “case albanesi” con colori forti e superfici ermetiche, trasmettono tutto quel travaglio che viene attraversato dall’artista nella accettazione di un passato e di una patria che ha subito l’aggressione del regime comunista. Due paesaggi di Amar Cheriet (Algeria) rientrano nella rappresentazione tradizionale moderna e infine i quadri dei russi Vitali Troifimov e Vladimir Khasiev  possono rappresentare una strada per l’integrazione nel mondo romano: si collocano nella migliore tradizione vedutista anche nella tecnica, l’acquerello, il cui senso è chiaramente quello della rinuncia alle avanguardie moderne che analogamente alle ideologie politiche vogliono essere abbandonate.”La mostra rimarrà aperta il lunedì, mercoledì e giovedì pomeriggio fino alla fine di dicembre.

 

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