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Domenica 15 giugno 2003 performance “atmen/atman” di Luana Perilli. L’happening ha suscitato molto interesse anche da parte dei media.[1] Trascriviamo qui alcune descrizioni fornite dall’artista: “Si tratta di una performance incentrata sulla respirazione. La respirazione è evidenziata come forma di legame e scambio con l’ ambiente esterno tramite il sotterramento. Mi faccio sotterrare con una mascherina a cui è attaccato un tubo di plastica trasparente. L’ appannarsi ritmico del tubo, dovuto alla respirazione, costituirà l’ unico segnale di presenza e comunicazione. I miei 5 sensi saranno completamente azzerati dalla terra come tutte le possibilità di comunicazione del mio corpo. La pratica del sotterramento ha inoltre rimandi antropologici che richiamano pratiche di distacco dal corpo messe in atto tanto da santi cristiani ,nell’ antichità, quanto dai sadhu indiani tuttora.Il titolo richiama entrambi i riferimenti culturali. (atmen = tedesco”respirare”, atman = sanscrito “anima”)”. [2] Durante la performance in esposizione gli ”strumenti da preghiera per respiratori professionisti”. “Il lavoro consiste in una prima serie di oggetti che richiamano l’attenzione sulle funzioni vitali elementari. La respirazione è un attività continua che avviene incosciamente ma è le forma essenziale di scambio interno/esterno che permette la sopravvivenza. Ideare una serie di oggetti “professionali” per la respirazione, che per struttura, funzione e materiali impiegati si presentano come strumenti inutili, vuole tanto ironizzare su questa loro inutilità quanto forzare l’attenzione su un’attività così fondamentale che nella cultura occidentale riveste così poca importanza. L’allestimento su manichini a mezzo busto e con istruzioni per l’uso in 3 lingue sottolinea ancora di più il loro carattere “professionale”. E’ in progetto una seconda serie di oggetti sul mangiare”.
Istituzione dell’Ufficio Stampa in concomitanza dell’inaugurazione della mostra personale del pittore Carlo Silvetti (Sabato 8 novembre 2003 alle ore 18.00). Presentazione del catalogo Carlo Silvetti[3] edito dal museo d’arte contemporanea di Fonte Nuova.
Sabato 15 novembre 2003 inaugurazione della mostra Il Tiffany di Franco Mariella sia presso la Galleria d’Arte di via 4 novembre 5 che il Museo di via machiavelli 20 è visibile la mostra di pittura di Carlo Silvetti Periodo mostra:dal 15 al 30 novembre Video, Brochure.
I° premio città di Fonte Nuova. Promosso dall’Associazione Culturale Arte & Ambiente con la partecipazione del Nuovo Comitato Cittadino per l’Ambiente. Nell’ambito della rassegna è stata allestita una mostra fotografica finalizzata al concorso. E’ stata allestita una mostra di foto fuori concorso della scuola media ed elementare Eduardo De Filippo di Fonte Nuova e del maestro Mignoli. Durante la serata di premiazione sono stati proiettati cortometraggi di giovani autori, presso la sala convegni del Museo, in ordine si trattava de Il Doppione di Giulio Ciancamerla, Badroom di Sacha Piol, La fedeltà di una promessa di Sciblia Santi, O clock di Carla Mancini e Un amore terreno di Matteo Galante. Inoltre partecipavano al concorso due corti realizzati dalla scuola media Eduardo De Filippo: S.o.s Agnello e Cantico delle creature.
Segue Tor Lupara in Fiore, una manifestazione periodica di Fonte Nuova, che si svolge solitamente in una piazza all’aperto. In questa manifestazione il museo partecipa con una mostra fotografica sui fiori e la natura di particolare importanza le foto di Pamela Giuliani, .
Dedicato a Rosanna Salvetti[4]. In mostra alcune opere della collezione permanente del futuro museo civico di Fonte Nuova[5]. L’allestimento non è così costituito dalle opere della Salvetti di cui il Museo è in possesso né da altre opere facenti parte della collezione permanente come sculture d’arte africana, dell’america latina, di psicotici, di bambini che verranno esposte prossimamente.
Alcune parole su Rosanna Salvetti: Nel suo lavoro Rosanna ha sempre privilegiato gli allievi delle scuole medie con i quali organizzava a sue spese mostre all’interno della scuola. Di basilare importanza il suo impegno parrocchiale che la porta a scrivere insieme ad altri ‘La Voce Luparina’ il primo giornale ciclostilato di Tor Lupara. Col passare del tempo sviluppa un metodo didattico basato sul dialogo e sull’apprendimento dai propri errori, evitando il dogmatismo e il classismo sociale. I suoi allievi preferiti rimangono sempre i meni abbienti, i lavoratori, i contadini i casi difficili tanto da far divenire la scuola una missione cristiana. Pertanto usava dire: “La scuola è la mia vita”.
L’allestimento non vuole essere un allestimento documentario, ma solo un invito a riflettere sulla presenza della propria vita nel mondo, come ‘missione’ finalizzata all’amore per gli altri, amore che, nel caso della nascita di un museo si rivela una risorsa per tutti i cittadini, di qualsiasi opinione politica, credo religioso, anche quelli che per tanti motivi non hanno potuto o non hanno voluto condividerne le fatiche.
Il testo “La scuola è la mia vita” già conferma l’indirizzo etico del museo, riconoscibile più sinteticamente nel laboratorio per bambini ‘La città dei bambini.’
[1] Luana Perilli si seppellirà per portare a termine ricerche artistiche in “Buonasera” di venerdì 30-05-03; GRIFEO, Si farà seppellire sotto terra per ricerca in “Il tempo” di domenica 1 giugno 2003; MARRICCHI, Studentessa di Belle Arti si fa sotterrare per video choc in “Il Messaggero”–Roma Metropoli di domenica 01-06-03; CERREONI, Sotto terra solo per amore dell’arte in “Corriere della Sabina” di mercoledì 4 giugno 2003; CERREONI, Arte, sotterramento da brivido in “Corriere della Sabina” di domenica 15 giugno 2003; CICCOLINI, CRISTIANA, Sotto terra per amore dell’arte, in “Corriere della Sabina” di lunedì 16-06-03; LATINI, Sottoterra e legata al mondo con il respiro (La performance “atmen/atman” dell’artista Luana Perilli realizzata al Museo di arte contemporanea) in “Buonasera” di venerdì 20-06-03;
[2] Durante la performance in esposizione gli “strumenti da preghiera per respiratori professionisti” per cui l’artista ha scritto: “Il lavoro consiste in una prima serie di oggetti che richiamano l’attenzione sulle funzioni vitali elementari.La respirazione è un attività continua che avviene incoscientemente ma è le forma essenziale di scambio interno/esterno che permette la sopravvivenza. Ideare una serie di oggetti “professionali” per la respirazione, che per struttura, funzione e materiali impiegati si presentano come “accrocchi” inutili , vuole tanto ironizzare su questa loro inutilità quanto forzare l’attenzione su un’attività così fondamentale che nella cultura occidentale riveste così poca importanza. L’allestimento su manichini a mezzo busto e con istruzioni per l’uso in 3 lingue sottolinea ancora di più il loro carattere “professionale”. È in progetto una seconda serie di oggetti sul mangiare”. In preparazione dell’installazione “Reliquiario per uso domestico”, l’artista scrive: “È un’ istallazione che indaga le alterazioni e le dispercezioni dovute all’ uso dello zoom nelle fotografie di parti del corpo. I frammenti di pelle ,di varie parti del corpo, risultano difficilmente localizzabili e assumono un carattere astratto. Le foto verranno stampate su carta fotografica adesiva e attaccate su barattoli e contenitori per alimenti vuoti come se fossero etichette illustrative. L’operazione ha il senso di attrarre l’attenzione sul corpo frammentato, decontestualizzato,ridotto a reperto irrintracciabile nell’ unità del suo funzionamento. Il corpo reale è volontariamente assente dal lavoro, i barattoli sono vuoti,resta solo il reperto “astratto” delle etichette come sua evocazione.
[3] Periodo mostra:dall’8 al 20 novembre. Con opere e grafiche di Afro, E. Latini, F. Gentilini, P. Fazzini, M. Maccari, S. Monachesi, G. Seripa, S.Martinelli atte a documentare l’esperienza estetica di Carlo Silvetti.
[4] Si tratta di 20 opere, tra le quali una tecnica mista di T.L.Mirandi, una tecnica mista del cagliaritano Tore Pintus, un bassorilievo di ottone del Tarantino Franco Mariella ‘Vergine con la lacrima’; due opere in terracotta di Pamela Giuliani, quattro fotografie in b/n e una a colori di grande formato di Domenico Tedeschini, due oli di Carlo Silvetti di Monterotondo, due oli di Giorgio Seripa di Roma e quattro oli di Davide Tedeschini di Fonte Nuova, e per finire una piccola scultura della ‘vergine’ di Ezio Latini(Palombara 1940 - Tivoli 2001), del quale il Museo sta per ricevere alcune tra le opere marmoree più significative e di grandi dimensioni che verranno ospitate nella nuova ala del museo restaurata da poco. La mostra ospitata che è allestita al III° piano del museo, (mentre al primo ricordiamo che allestita una mostra fotografica amatoriale di circa 43 fotografie a colori e b/n in collaborazione con Arte e Ambiente), è dedicata a Rosanna Salvetti (La Spezia 1944- Viterbo 2001) l’insegnante recentemente scomparsa che viene ritenuta l’ispiratrice della nascita del Museo. Dell’insegnante di educazione tecnica amante dell’arte, viene esposta una foto a colori in compagnia dei figli in un soggiorno estivo presso il Monte Bianco.
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