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L’inaugurazione del Museo d’Arte Contemporanea

Fonte Nuova.[1] Esponenti del territorio e rappresentanti dell’arte conosciuti a livello internazionale hanno presenziato all’importante evento verificatosi sabato 10 maggio 2003: l’inaugurazione del Museo d’ Arte Contemporanea di Fonte Nuova. L’apertura della struttura è stata ufficializzata dalla conferenza svoltasi all’interno della sala convegni con interventi di alcuni rappresentanti del territorio[2] e dall’inaugurazione della Mostra d’Arte Sacra Contemporanea.[3]

Dopo la presentazione il direttore del museo, Davide Tedeschini, ha spiegato i motivi che hanno portato l’Associazione Artesuperficiale di cui è presidente – già attiva con una sua sede in Via 4 Novembre 5 (la galleria d’arte “Superficiale” che dall’inaugurazione del museo perde il suo nome per acquisire quello di bookshop-sala da tè del museo)– a dare vita ad una struttura che cambierà il volto intero del territorio. Tedeschini ha presentato il Libro bianco sul no-profit[4] ed ha parlato della raccolta firme denominata ‘Petizione Federico Zeri’ avviata a febbraio dall’associazione con lo scopo di far porre il vincolo a villa Zeri, ribadendo il suo desiderio di vedere ancora Salvatore Vicario impegnato nella Fondazione Zeri, dopo le polemiche che avevano portato Vicario a prenderne le distanze.

Il convegno è stato aperto dall’intervento del Sindaco Imperi che ha voluto sottolineare l’importanza di una valorizzazione del territorio attraverso manifestazioni che ricordino e celebrino nomi di artisti e artigiani, ed ha ricordato lo scultore di Montelibretti Ezio Latini, “un artista rappresentativo del paese”, scomparso nel 2001, le cui opere si trovano esposte all’interno del Museo[5]. Imperi ha poi voluto sottolineare l’importanza della presenza dell’arte e dell’artigianato nel Comune di Montelibretti, citando un artigiano scomparso, Amos Vetturelli, ed ha infine ricordato l’adesione del proprio Comune alla ‘Petizione Federico Zeri’ con l’auspicio di una collaborazione tra il comune di Montelibretti e Davide Tedeschini.  Il convegno è stato concluso dagli interventi di Franco di Fabio che ha evidenziato come ora si trovi tra due diversi sedi del polo museale, “ho la galleria d’arte alla mia destra ed il museo alla mia sinistra” e da Silvana Del Frate che ha sottolineato l’impegno del fondatore del museo ed i cambiamenti che esso recherà a Fonte Nuova, città dell’Italia, “il paese dei poeti e degli artisti”.

Particolare importanza ha avuto la mostra ‘Eucaristia e arte, Mostra di arredi e suppellettili per la liturgia”, svoltasi all’interno del salone parrocchiale della Chiesa Gesù Maestro di Fonte Nuova, già abbellito dall’imponente mosaico votivo della parete esterna.  L’evento rientra nelle iniziative svoltesi in preparazione del Congresso Eucaristico Diocesano del mese di maggio 2003. In esposizione alcune delle opere più significative della Diocesi suburbicaria di Sabina Poggio Mirteto, arredi, suppellettili e paramenti “per la celebrazione Eucaristica e il culto in genere”. Come hanno spiegato gli organizzatori “L’eucaristia ha sempre ispirato gli artisti che hanno avuto modo di dare spazio alla creatività, all’estro e al genio attingendo dalla “Teologia pregata”, cioè dalle celebrazioni e dal loro contenuto perché ciò che serviva al culto potesse aiutare il popolo cristiano a vivere ed esprimere la propria fede”. Una mostra, che mai può rappresentare qualcosa di statico e privo di vita” permette all’osservatore di correre con la propria mente ad “avvenimenti, a pensieri, a persone del passato che costituiscono le radici del presente”. La storia e la bellezza trovano una loro perfetta fusione all’interno della Mostra d’Arte Sacra, in essa la bellezza assume una duplice accezione: quella legata all’uomo alle sue capacità, alla sua intelligenza, alle sue mani e la bellezza proveniente direttamente da Dio “che è bellezza infinita, partecipata alle Sue creature”, attraverso ciò che egli ha “trasfuso nella creazione”.  “Questa è la ragione che ha spinto l’uomo ad industriarsi perché gli oggetti e gli arredi dedicati al culto di Dio fossero, quanto più possibile, belli e preziosi. Ultimamente alcuni scrittori hanno ripreso l’affermazione di Dostoyesky “la bellezza salverà il mondo” commentandola in senso puramente antropologico; cioè al di là della politica, dell’economia e della filosofia, la bellezza muoverà l’uomo ad impegnarsi perché l’armonia, insita nella bellezza si estenda a tutto l’operare della creatura umana. In altro senso, e forse nel senso più vero, si può dire: la bellezza, ossia Dio, salverà il mondo”. L’esposizione lascia così nel visitatore il segno di un tragitto spirituale e liturgico attraverso la conoscenza di oggetti come la casula, veste propria del sacerdote celebrante, nella Messa e nelle altre azioni sacre con essa collegate; il Piviale, veste liturgica confezionata a modo di mantello che copre tutta la persona ed è fermata sul petto da un fermaglio in metallo; la Dalmatica, paramento che contraddistingue il diacono; il Camice, veste sacra che ricopre l’intera figura del sacerdote, dalle spalle ai talloni, simbolo della purezza e dell’innocenza del cuore frutto degli sforzi sostenuti dalla grazia; la Mitra o mitria, copricapo che termina con due punte di cui una anteriore e una posteriore; il Pastorale, insegna della giurisdizione vescovile realizzato a guisa di bastone lungo circa 1,50 m; la Pianeta, veste propria del sacerdote durante la celebrazione della Messa che indica il giogo soave e leggero di Cristo ed è immagine della carità, della giustizia e della santità sacerdotale; il Calice, vaso a foggia di coppa e bicchiere che contiene il vino consacrato nella celebrazione della messa primo e determinante strumento della liturgia cristiana ed unico elevato a tale dignità dallo stesso Cristo che ne usò uno durante la consumazione di quella cena che divenne fondamento del mistero eucaristico; l’Ostensorio, oggetto destinato a ospitare un’ostia “magna” che deve essere ben visibile a tutti coloro che osservano; il Paliotto: rivestimento che copre la parte frontale dell’altare ed è comunemente realizzato in stoffa, ma può essere anche in metallo o legno; il Tabernacolo, piccola edicola  a forma di tempietto nella quale si conserva l’Eucaristia, simboleggia l’Arca della Nuova Legge e la tenda di Dio tra gli uomini che ospita il pane e il vino, segno dell’Allenza divina; i Reliquiari, oggetti liturgici destinati a contenere le reliquie dei santi, per questo costruiti con l’impiego di materiali preziosi.[6]

 

[1] Cfr. Alessia Latini: il testo è tratto dagli articoli apparsi in questo periodo sul bisettimanale “Buonasera”; cfr. LATINI, Artisti dall’Italia e dal mondo per il nuovo museo, in “Buonasera” di venerdì 16 maggio 2003, p. 12; “Eucaristia e arte”, mostra a Fonte Nuova, in “Buonasera“ di giovedì 1 maggio 2003.

[2] In particolare sono intervenuti: Pasqualino Imperi, sindaco di Montelibretti, Salvatore Vicario, presidente dell' Associazione Nomentana di Storia e Archeologia, Franco di Fabio, ex sindaco di Mentana e la dottoressa Silvana Del Frate. Presenti in sala anche il professor Costantino Baldino dell' Accademia di Belle Arti di Roma e padre Marko Ivan Rupnik, autore dei mosaici realizzati in occasione del restauro della cappella Redemptoris Mater nel Palazzo Apostolico del Vaticano.

[3] 10 maggio-30 settembre 2003. L’inaugurazione è avvenuta in concomitanza con una “Mostra di Arredi e suppellettili per la Liturgia”, dal 4 al 18 maggio e  con il  convegno “Eucaristia e Arte” dal 7 al 15 giugno, eventi organizzati dalla Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, che si sono tenuti  nel Nuovo Palazzo Diocesano di Gesù Maestro in via Machiavelli, 19 - Via Nomentana, 580.  Inoltre si è tenuto in questo periodo il Congresso Eucaristico Diocesano, che ha accolto presenze da tutto il Lazio e anche dall’estero. La mostra allestita presso le due sedi del museo, comprendeva opere di scultura, pittura, videoarte, fotografia, mosaico, oltre ad istallazioni, stampe e disegni.  Si divideva in quattro sezioni: 1. Mostra di Grafica d’Autore, con multipli di: Afro Baldasella, Antonio Corpora, Bruno Saetti, Franco Gentilini, Mino Maccari, Orfeo Tamburi, Pericle Fazzini, Renato Birolli, Renato Guttuso, Toti Scialoja; 2. Mostra Permanente con Opere grafiche e pezzi unici di: Sante Monachesi; Lyn Delya; 3 opere in marmo di  Ezio Latini, scultore di Montelibretti;  Rosanna Salvetti Tedeschini; Giorgio Seripa; Damiano Decagno; Carlo Silvetti pittore di Monterotondo; 3. Mostra d’Arte Contemporanea –acquisizioni :  Tonino Mirandi, Luciano Raboni,  Angelo Renzi, Marco Sebastiano Todaro, 4. Mostra d’Arte contemporanea,  ad opera di artisti stranieri o italiani emergenti : Eugenio Andruchiv Ucraina; Nina Danelon Germania, Rafael Daley Inghilterra, Luana Perilli Italia, Valerio Santucci Italia, Raissa Tabakova Bulgaria, Elena Keidan Russia, Emiliano Alfonsi Italia.

[4] TEDESCHINI, 2003

[5] Si tratta della Colomba della pace e di 2 statuette muliebri.

[6] Tutte le citazioni inserite nel testo sono state tratte dalla brossura “Eucaristia e Arte” distribuita in occasione della manifestazione dalla parrocchia Gesù Maestro di Fonte Nuova.

 

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