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La città dei bambini

Per un'Arte "Superficiale" niente può essere più paradossale di una ‘prospettiva’ psicologica. Allora vi chiederete perché …

…"un pizzico di Psicologia'!

 

Avete presente le ricette delle nostre nonne per preparare squisite torte fatte a mano?
Non manca mai, fra gli ingredienti, "un pizzico di sale"; ebbene la Psicologia, all'interno di una prospettiva di Arte Superficiale si pone come il sale, vuole insaporire, dando quel tocco di complessità, che renda più appetibile il piatto. E qui di pietanze si può parlare, considerando il gusto piacevole che le immagini della pittura o della scultura superficiale sono capaci di suscitarci.
Scherzi a parte, la Psicologia si assume, in questo contesto, il ruolo di valorizzare lo spirito semplice e puro che si può cogliere dall'Arte Superficiale, rilevandone soprattutto il gran pregio di essere arte per tutti, dal bambino all'anziano, al soggetto più fragile, fruibile da chiunque e soprattutto, condivisibile da chiunque. Se pensiamo alla filosofia orientale, per esempio al Buddismo Zen, ci accorgiamo di come coesistano sempre gl'ì opposti nella realtà e come da essi sì possa imparare, ma soprattutto cogliamo il valore della semplicità nella sua purezza più assoluta, la verità che ci permetto di cogliere l'illuminazione e di percepire il divino fra noi. L"Arte Superfìciale" si presenta candida come un bambino, permettendo alle emozioni di manifestarsi liberamente, fuori da schemi tecnici e pertanto rigidi, costrittivi. E come Gesù nel Vangelo volle che i bambini andassero a Lui e ce li mostrò come coloro dai quali poter apprendere la vera essenza della vita, così l'Arte Superficiale si fa portavoce di tutte quelle anime che spontaneamente desiderano comunicare, con lo strumento, antichissimo, dell'immagine, la loro spiritualità. Niente di più apprezzabile, dunque, anche per la Psicologia, ma non solo, lo strumento artistico che risvegli gli animi, ne permetta l'espressione. Ma vi dirò di più: in qualità di Psicoterapeuta riscopro l'immenso valore dell'Arte Superficiale perla cura dello spirito, spesso ferito. Sappiamo come la Psicoterapia si serva da sempre dell'arte per curare le malattìe mentali, ma forse l'Arte Superficiale, in modo più specifico, può offrire uno strumento particolare di catarsi terapeutica. Infine, in un Progetto di "Città dei bambini", che abbracci il punto di vista dell'infanzia per riscopríre l'umanità del vivere quotidiano, niente di più convincente che l'introduzione, per esempio in un programma didattico scolastico, dell'Arte Superficiale, il cui valore sociale permette l'espressione di un'eticità tutta umanistíca e alla portata dei soggettí in età evolutiva.

 

Paola De Giovanni

 

 

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