| Progetto per enviroments, fotografia, installazioni, performances |
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Abbiamo deciso dopo un'attenta valutazione del panorama dell'arte contemporanea di dare più spazio a opere che rientrano più specificatamente nell'ambito contemporaneo e di difficile trattazione, come l'arte ambientale- land art; l'enviroment o l'allestimento site specific; la fotografia (che comunque rimane un must di ogni galleria d'arte contemporanea); senza escludere il video e la performance di cui abbiamo un'area riservata sul sito in cui abbiamo inserito solo documenti relativi a presentazioni di libri. Detto questo, saremmo lieti di valutare la possibilità di pubblicare tali opere (dando loro una visibilità maggiore) tutelandone l'importanza e il valore. Il risaputo problema di queste forme d'arte è non solo la loro fruizione, di cui si ha idea solo nel momento in cui l'opera viene realizzata, ma la loro documentazione, produzione e vendita. Tanto è vero che alcuni artisti immaginano un loro futuro solo nell'impressionismo superficiale degli eventi che possibilmente grossi enti possono allestire per loro, a prescindere dalla loro capacità di incidere sulla realtà intelletuale di un dibattito sociale. Da ciò ne derivano anche artisti assolutamente odiosi e privi di qualsiasi intelligenza, inutili alla società e al suo sviluppo in quanto concepiscono se stessi come assolutamente estranei a qualsiasi tipo di strategia economica che passi dalla loro capacità di investire su se stessi e avere cognizione di se stessi nella società. Sembrano molto simili a certi insegnanti che non possono vedere come possibile l'esistenza della scuola privata perchè in quel caso non danneggerebbe solo la scuola pubblica ma anche tutti quelli che non possono vedere altra transazione possibile che quella dello Stato nei loro confronti, mentre tutto il resto sarebbe considerato indegno e privo di qualità, una specie di mercanteggiare dentro a un tempio. Ma l'arte non è sacra, tanto quanto l'espressione che la religione dà al sacro. Il postumanesimo ha messo in evidenza questa coazione a ripetere di certe manifestazioni ormai obsolete, riproposte dagli anni '60 e di cui ci si stupisce tra i più ignari, nei notiziari, nelle cronache: uno striptease, una contestazione, una performance ai limiti della legalità, a cui seguono denuncie di vilipendio ora allo Stato, ora alla Chiesa. Tuttavia c'è un mondo nuovo, ormai dal finire degli anni '80, che ci ha già preparato a un approccio diverso al mondo e all'arte, dentro la società e non fuori, per risolvere problemi piuttosto che crearne di nuovi o essere ripetitivi. Noi possiamo decidere di stare nel mondo e nella società pur dedicandoci a forme estreme di body art, basta tramite la nostra galleria mettere a punto un progetto ideologico e non solo culturale. Questo è un seme destinato a far crescere un albero ricco di frutti che coglieremo al momento opportuno.
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